Pomodori e colon irritabile: sì o no?

Il pomodoro ha molte proprietà benefiche, ma non sempre è adatto a chi soffre di intestino irritabile

13 Giugno 2024
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Il rapporto tra pomodori e intestino è complesso perché, a differenza di altri cibi, il primo è un alimento che fa bene all’organismo e alla salute, ma in determinati casi può essere causa di alcuni disturbi. Chi soffre di colon irritabile può percepire gonfiore, crampi e dolore addominale, gas e diarrea e questa sintomatologia può peggiorare in caso di assunzione di elevate dosi di pomodoro; la questione è molto soggettiva e variabile da persona a persona.

Pomodori e intestino irritabile

I pomodori sono un frutto proveniente dal Centro America, coltivato già dagli Aztechi centinaia di anni prima dell’arrivo degli esploratori spagnoli. Questi ultimi, scoperto il nuovo alimento, lo esportarono in Europa e oggi è parte integrante di numerose cucine di tutto il mondo (come, ad esempio, la dieta mediterranea). È un alimento apprezzato grazie ai suoi valori nutrizionali: vitamina C, potassio, vitamina K sono ottimi alleati del sistema immunitario, del metabolismo, della coagulazione e della salute cardiovascolare. Inoltre, il pomodoro è ricco di licopene, un potente antiossidante carotenoide.

A differenza di alcuni alimenti altamente sconsigliati (ad esempio fritti, spezie e cibi piccanti) quando si ha disturbi intestinali, il pomodoro, così come l’avocado, non sempre è adatto a chi soffre di intestino irritabile. Il pomodoro, infatti, risulta essere un frutto a basso contenuto di oligosaccaridi fermentati (FO), disaccaridi (D), monosaccardi (M), e polioli (P). Tuttavia, a causa della loro acidità, possono aumentare i disturbi da reflusso o peggiorare i sintomi della sindrome del colon irritabile.

Come mangiare il pomodoro con il colon irritabile

Esistono delle alternative da provare per continuare a portare a tavola i pomodori anche in caso di intestino irritabile: togliere buccia e semi potrebbe aiutare la digeribilità, ma può essere una soluzione non valida per tutte le persone.

  • Buccia
    La buccia dei pomodori contiene fibre insolubili e queste potrebbero essere di difficile digeribilità (nonostante la buccia contenga licopene, utile antiossidante); tali fibre insolubili potrebbero portare a un aumento del volume delle feci o a far sopraggiungere o peggiorare la diarrea. Togliere la buccia e mangiare solo la polpa può aiutare le persone con colon irritabile a ridurre il rischio di irritazioni e disturbi intestinali.
  • Semi
    Per lo stesso motivo della buccia, è consigliabile togliere anche i semi: in caso di diarrea o colon irritabile è quindi raccomandabile mangiare pasta al pomodoro senza buccia e senza semi, in piccole quantità.

Pomodoro e colon irritabile: cotto o crudo?

In base alla gravità dei sintomi del colon irritabile e alla tolleranza soggettiva alle sostanze contenute nel pomodoro, le persone con l’intestino irritabile possono decidere se assumere o meno moderate (mai tante) quantità di pomodoro.

Mangiare solo il sugo di pomodoro può non essere così fastidioso e gravoso per chi soffre di colon irritabile, ma tutto dipende dalla tolleranza individuale a questo alimento. Un altro aspetto da tenere in considerazione è la possibilità di mangiare il pomodoro cotto (senza buccia e semi): la cottura, infatti, può rompere alcune fibre insolubili, rendendo questi frutti più morbidi e meno acidi, quindi più facilmente digeribili e tollerabili da chi ha il colon irritabile. Al contrario, altre persone potrebbero trovare più facilmente digeribili i pomodori crudi proprio perché la cottura potrebbe distruggere alcuni nutrienti, come la vitamina C e il licopene. Monitorare attentamente la risposta all’assunzione dei pomodori è fondamentale ed è sempre preferibile contattare il medico o un nutrizionista per apportare cambi di dieta o per seguire consigli personalizzati in base alla propria reazione.

Fonti

Fondazione Veronesi

Science Daily

Medici Italia

Humanitas

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